Liposuzione
Liposuzione – Lipoaspirazione – Liposcultura –Lipofilling – Lipostruttura: ecco tutti i termini che si usano più o meno indistintamente in Chirurgia Estetica, ma ecco quali sono le differenze a volte notevoli tra una tecnica e l’altra. La cosa che accomuna queste tecniche è l’uso di cannule del diametro medio di 5mm che attraverso delle piccole incisioni vengono introdotte nello spessore del sottocutaneo e collegate ad un sistema di aspirazione (automatico o manuale) ci permettono di asportare il grasso.
Liposuzione e Lipoaspirazione com’è facilmente intuibile sono davvero sinonimi. Letteralmente vogliono dire “aspirazione (suzione) di grasso”. Delle precedenti due parole, non è sinonimo semanticamente parlando Liposcultura nel quale termine è compreso lo sforzo del chirurgo di intervenire con una funzione di RIMODELLAMENTO del corpo sugli accumuli adiposi localizzati, quindi anche se indistintamente si usano i tre termini è liposcultura il termine più corretto.
Il lipofilling e lipostruttura.
Procuratevi adesso un bel martellone e un bello scalpello, andate a
Carrara e fatevi tagliare un bel blocco di marmo, fatevelo portare a casa
e cominciate a scalfire il marmo fino ad asportarne un bel po’… avrete
fatto una Marmoaspirazione, ma date lo stesso blocco di marmo a
Michelangelo e lui realizzerà la Pietà, una Marmoscultura.
Tuttavia con molto impegno una qualche forma sarete pur riuscita a darla
al vostro blocco, ma un colpo assestetato troppo generosamente e… zac vola
via una mano! Nessun problema: prendiamo un po di polvere di marmo (c’è ne
sarà tanta intorno a voi) l’impastate con un po di colla et voilà
rimettiamo il pezzo mancante (se non piove, se non si degradano i
componenti della colla, se non ci saranno troppe escursioni termiche la
riparazione sarà quasi invisibile! Avrete fatto un Marmofilling: non
sappiamo quanto dura, ma dovrebbe durare almeno fin dopo il pagamento
della parcella!

Ben diverso il discorso sulla Lipostruttura, dove il grasso asportato attraverso tecniche adeguate e che prevedono l’uso di un idonea attrezzatura viene innestato dove manca: potrebbe servire a colmare i “buchi” lasciati da un incauto chirurgo o riempire rughe e labbra: si tratta in questo caso di un vero e proprio autotrapianto.
I Rischi dell’intervento di lipoaspirazione
Diffidate dal chirurgo che vi dice che non esistono rischi, che si tratta di un piccolo intervento, che il risultato, sicuramente splendido sarà visibile già dal giorno dopo!
Di fatto non esistono interventi chirurgici che sono esenti da rischio al 100% per cui buona norma, è quella di escludere che ci siano delle patologie concomitanti che devono essere trattate prima. Quindi anche la visita dal chirurgo estetico deve comportare una raccolta anamnestica dettagliata…
Uno dei rischi più
comuni che si corrono quando si subisce un intervento chirurgico è quello delle
infezioni, come riduciamo al minimo tale rischio?
Con una sala operatoria attrezzata (questo significa che ci sono gli strumenti
che ci permettono di tenere il più possibile sterile la sala operatoria …già il
più possibile, perché tenerla sterile al 100% sarebbe possibile solo se non
entrasse nessuno, infatti, noi stessi all’interno della sala operatoria (sia il
personale che la stessa paziente) siamo veicolo di germi. In microbiologia
esiste il concetto di carica batterica, cioè la carica batterica è la misura del
numero di batteri presenti in un determinato spazio… più è alto tale numero più
l’ambiente è contaminato, ecco perché la sala operatoria deve essere
sufficientemente grande (in modo da diluire tale carica batterica) dotata di un
buon impianto di condizionamento che permette di assicura un buon filtraggio e
un buon ricambio dell’aria della stessa. La preparazione del personale
paramedico (dando per scontata la preparazione del personale medico) è
importante infatti è importante che anche quelli che stanno fuori dal campo
operatorio (il lettino attorno al quale opera l’equipe chirurgica) si sappiano
muovere con le precauzioni necessarie affinché non siano contaminati gli
strumenti chirurgici e tutti quei presidi che invece devono essere sterili in
maniera assoluta. Con la somministrazione di un antibiotico a largo spettro, sia
immediatamente prima che fino a 24 ore dopo l’intervento, innalziamo ancora di
più il livello di protezione dalle infezioni.
Quando si lavora sul tessuto adiposo, nonostante i vasi capillari siano molto
piccoli, delle microscopiche gocciole lipidiche possono finire nel torrente
circolatorio, e queste confluendo possono formare delle gocce più grandi, fino a
formare un vero è proprio embolo di grasso: maggiore è lo stress che subisce il
tessuto adiposo maggiore è la quantità di microgocciole che confluira nel
circolo, di conseguenza maggiore sarà il rischio di formare la goccia di grosse
dimensioni, se questa andrà ad ostruire un vaso di importante correremo dei
grossi rischi.
Innanzitutto è significativamente dimostrato che l’anestesia generale è associata a un maggior rischio statistico rispetto ad altre forme di anestesia. Inoltre non bisogna secondo me affrontare la lipoaspirazione con l’idea di dimagrire perché questo comporterebbe inevitabilmente a dover asportare grosse quantità di grasso. Il limite massimo che io mi sono imposto (limite condiviso da molti chirurghi di tutto il mondo) è di 3000cc di materiale aspirato. Naturalmente una quantità di questo tipo è sufficiente a togliere molti in estetismi (come le “culotte de cheval” ) senza correre rischi eccessivi e comunque è una quantità sufficiente ad eliminare molti più difetti di quanto non si creda.
Quando si esegue una lipoaspirazione nonostante tutte le precauzioni prese per limitare al minimo l’aspirazione di altre sostanze, si finisce per aspirare una certa quantità di elettroliti e una certa quantità di sangue. Gli elettroliti (sodio, potassio, cloro, calcio, magnesio) intervengono attivamente nei meccanismi di contrazione muscolare e quindi del muscolo più importante, il cuore. La presenza di un anestesista che monitorizza costantemente tutte le funzioni vitali, ritmo cardiaco, ossigenazione dei tessuti ecc… consente di intervenire per correggere eventuali squilibri inoltre la presenza di una professionista al quale delegare tutto quello che non è chirurgico consente all’operatore di affrontare l’intervento nella più completa tranquillità.

La durata dell’intervento va da 1 alle 4 ore, alle incisioni vengono applicati dei punti di sutura che verrano rimossi dopo 8-10 giorni. Generalmente il giorno successivo si è in grado anche di attendere alle normali occupazioni e la mobilizzazione aiuta a recupare più velocemente. Possibile dunque già dal giorno successivo la vita di relazione.
All’uscita dalla sala operatoria viene generalmente fatta indossare una guaina che ha un effetto compressivo utile sia per ricompattare il tessuto adiposo rimasto sia con funzione emostatica, tale guaina dovrà essere indossata per 30 40 giorni. Il dolore potrebbe essere presente solo nelle 24 o 48 successive e comunque trattabile facilmente. Successivamente solo la palpazione potrà evocare dolore, un pò come quando ci procuriamo un livido. Seppur non presenti all’uscita dalla sala operatoria potranno comparire degli ematomi (lividi) anche diffusi che tenderanno a localizzarsi in basso e che scompariranno nel giro di un mese. Importante la valutazione chirurgica nelle ore successive all’intervento, per escludere che vi sia un sanguinamento in atto.
Un risultato prossimo a quello definitivo si potrà dunque avere solo a distanza di un mese circa dall’intervento perché comunque l’intervento porterà ad un’edema (gonfiore), come risultato dell’infiammazione prodotta dallo stress al quale la zona è stata sottoposta, sia come già detto dall’ematoma che sarà riassorbito lentamente. Utili dopo l’intervento dei massaggi linfodrenanti per aiutare la ripresa della circolazione linfatica, che serve a rimuovere le scorie metaboliche (che vengono prodotte dalla normale attività muscolare) e che sono osmoticamente attive (cioè richiamano acqua nei tessuti).