Rexonage e Nevralgia del Trigemino

 

Sebbene nato come apparecchio per il trattamento degli inestetismi (vedi articoli correlati rexonage; rexonage vs. thermage), la radiofrequenza prodotta dal Rexonage si è rivelata incredibilmente attiva nella terapia antidolorifica delle nevralgie trigeminali. La casistica è davvero relativa a pochi casi, ma il successo ottenuto, la dove tutte le altre terapia non chirurgiche, compreso l'agopuntura, hanno fallito mi ha spinto a far conoscere questa nuova possibilità terapeutica.

Abbiamo diverse cause che possono produrre il dolore trigeminale che può essere tanto intenso da essere definito in passato malattia del suicida (fonte Wikipedia).

L'origine del dolore nella nevralgia del trigemino ha diverse cause e cioè può essere in relazione alla presenza di neoplasie, traumi, placche di demielinizzazione, herpes... è evidente che la rimozione ove possibile della causa potrebbe portare ad una attenuazione della sintomatologia se non addirittura alla scomparsa.

Poi esiste una forma idiopatica, per la quale è ipotizzato un conflitto vascolo nervoso e cioè sembra sia causata dalla vicinanza anatomica dell'arteria al nervo che nei casi in cui questa contiguità anatomica è molto spinta, porterebbe ad una infiammazione della guaina nervosa che dal punto di vista sintomatologico si manifesta con dolore intollerabile.

Non essendo neurologo o neurochirurgo è molto difficile che a me si possano avvicinare (ne lo vorrei) pazienti per un trattamento di forme la cui causa è riconosciuta, per cui i pochi pazienti trattati erano affetti da forme idiopatiche che sono arrivati da me solo dopo aver visto il fallimento di tutte le terapie effettuate fino a quel momento.

Sul meccanismo di funzionamento dell'apparecchio posso fare solo delle ipotesi.

La prima è che la biostimolazione favorisca la comparsa di elementi cellulari primitivi, che hanno una certa capacità di differenziarsi (un pò come fanno le cellule staminali adulte). Questa capacità biostimolante è un effetto riconosciuto, verificato e studiato attualmente dall'Istituto di Fisiologia e Anatomia Umana dell'Università di Padova diretto dal prof. Reggiani. Dunque la biostimolazione che è reale probabilmente "rinforza" in qualche modo la guaina mielinica che ricopre il nervo, producendo una più netta separazione tra quest'ultimo e l'arteria, e dunque eliminando il conflitto vascolo nervoso, che come già detto sarebbe all'origine delle forme idiopatiche.

La seconda è che l'effetto disinfiammante sarebbe il risultato di una stabilizzazione delle membrane cellulari che sarebbero così in grado di resistere più facilmente agli agenti infiammatori liberati dalle cellule danneggiate contigue ed interrompendo così il circolo vizioso di cellule infiammate che danneggiano cellule contigue.

E' anche possibile che entrambi i meccanismi sinergicamente portino alla risoluzione del dolore: a me piace pensare che l'efficacia del trattamento sia dovuta soprattutto al primo  meccanismo ipotizzato, perchè ci aprirebbe le porte verso terapie innovative nella cura di malattie nervose finora considerate inguaribili.

Nella mia pratica clinica ho adottato lo stesso protocollo che già uso con successo nel trattamento degli inestetismi e cioè un ciclo di 6 trattamenti diluiti in un mese. Ribadisco quindi l'assoluta non invasività del metodo che consiste nell'applicazione di alcuni elettrodi nelle zone da trattare (lungo il decorso del trigemino) la cui unica sensazione che evocano (a fronte di una notevole quantità di energia somministrata) è un piacevole tepore.

Dott. Domenico Alfieri